A Freud saremmo piaciuti – carta

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Descrizione

Dodici storie. Dodici “cronache” forse fastidiose, qualcuna bella, qualcun’altra strampalata, altre colorate di magia. Tutte, però, sarebbero piaciute a Freud…

di Nadia Lattanzi

Questo non è un romanzo e neppure un racconto. Questo libro contiene dodici storie apparentemente slegate tra loro. Dodici “cronache” forse fastidiose, qualcuna bella, qualcun’altra strampalata, altre colorate di magia. Tutte, però, sarebbero piaciute a Freud…

Informazioni aggiuntive

Autore

Nadia Lattanzi

Pagine

144

Formato

13×19 – rilegato – con alette – con segnalibro ritagliabile

2 recensioni per A Freud saremmo piaciuti – carta

  1. Eugenio Nascimbeni

    Non è facile scrivere dei racconti.
    In uno spazio contenuto deve trovare spazio una storia convincente, dal giusto ritmo, che possieda un messaggio, in grado dapprima di coinvolgere il lettore, quindi di sorprenderlo con un finale imprevedibile.
    Nadia Lattanzi lo ha saputo fare alla perfezione in questa brillante raccolta, confezionata con una scrittura mai banale, con uno stile personalissimo e molto accattivante, spesso condito da una buona dose di ironia, e forse, così mi è parso, da qualche cenno autobiografico.
    Una girandola di personaggi indimenticabili alle prese con le loro paure e insicurezze: quelle che abbiamo tutti e che, in fondo, ci rendono così umani nella nostra vulnerabilità.
    Molti protagonisti, dunque, o magari uno soltanto, le cui mille sfaccettature della personalità emergono con forza dalle pagine, tenute insieme da un unico filo rosso che unisce tutta la raccolta.
    Complimenti all’autrice per questo libro a cui auguro un grande successo, senza dubbio meritato.

  2. Nani (proprietario verificato)

    Buongiorno Nadia, volevo ringraziarti per le tante e diverse emozioni che mi hai regalato con le tue storie, dallo stupore, alla paura, passando per la rabbia per l’ingiustizia, l’amore.
    Ho avuto la sensazione di riconoscere persone reali in storie romanzate, e la cosa che mi è piaciuta molto è che il tuo modo di scrivere somiglia al modo con cui io parlo a me stesso, senza troppi filtri o finti perbenismi.
    Spero che tu stia continuando a scrivere perché ora per me inizia un altro periodo di attesa, fino alla tua prossima pubblicazione.
    Angelo Casini

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