Suonetti – carta

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COD: ISBN 9788833280691 Categorie: , Tag: , ,

Descrizione

Sappiamo ancora ascoltare, decifrare i segni del mondo?
Ascoltare, sentire, è una scelta, un atto creativo e questi 180 “brevi racconti del sonoro” ci ricordano come fare.

L’essere umano si annuncia al mondo con un suono, non importa se è un colpo di clacson o il vagito di quando si nasce. Gli esseri umani dicono “sono qui” con un suono o un rumore.
La necessità di segnalare la propria presenza deriva dal fatto che l’essere umano è un animale sociale, e i suoni – anche quelli non emessi intenzionalmente – mantengono nel corso della sua esistenza un’importanza fondamentale. Ascoltare, dunque, è l’atto primitivo (nel senso di primo ed essenziale) del comprendere il mondo e dell’orizzontare le proprie azioni o reazioni in esso.
I suoni quotidiani raccontano di noi al mondo, segnalano la nostra esistenza in vita. Dicono se non proprio tutto, almeno tanto di noi.
Ma sappiamo ancora ascoltare? Decifrare i segnali del mondo?
Chi è stato al concerto di un coro, o di una orchestra sa che è possibile “sintonizzarsi” su una voce o su uno strumento e, in qualche modo, tirarlo “fuori” dall’insieme.
È proprio questo il concetto di ascolto espresso in questi 180 “brevi racconti del sonoro”: ascoltare, sentire, è una scelta, un atto creativo, volontario o meno, culturale o meno.
Ma se, come è dimostrato, perfino il battito cardiaco degli amanti si sincronizza; se come sostiene lo storico William McNeill “il movimento ritmico sincronizzato – e i sentimenti condivisi che evoca – è una forza potente nel tenere insieme i gruppi umani”, possiamo ancora dimenticarci di ascoltare?
Perché, talvolta, il silenzio o la sordità assomigliano troppo all’aria di un abbraccio vuoto.

Informazioni aggiuntive

Autore

Mechi Cena – Francesco Michi

Pagine

224

Formato

15×21 – rilegato

1 recensione per Suonetti – carta

  1. Valutato 5 su 5

    Francesca Mereu

    Ho appena finito di leggere Suonetti e so già che questo è uno di quei libri che rileggerò, perché una sola lettura non basta ad assimilare tutte le informazioni sul suono contenute in questa raccolta di 180 brevi racconti del sonoro.

    Leggendo Suonetti si scopre che:

    “La pelle lascia passare parte del suono del mondo. Il nostro corpo è traslucido ai suoni. Il suono ci pervade. Non possiamo sottrarci a esso. Come un odore, un profumo, un gas, lo respiriamo.”

    Oppure che:

    “La notte torniamo a essere animali; le nostre orecchie alzate, attente a captare segnali di minacce che ormai la vita ha allontanato da noi. La notte le orecchie riprendono il loro antico dominio sui sensi e narrano di una realtà lontana, si ricordano di un tempo che non abbiamo vissuto.”

    Alcuni racconti sono delle vere e proprie poesie e, dopo averli letti, ho iniziato ad ascoltare i suoni attorno a me in modo più consapevole, a pensare come avrei percepito quel suono se l’avessi udito di giorno o di notte.

    Un luogo

    L’esperienza sonora di un luogo è fatta di ritorni.

    Quanto tempo sono stato seduto su quella panca lì fuori ad ascoltare, le prime volte colpito dai suoni più forti. O più strani. O improvvisi, come quella notte che un cervo bramì proprio sopra questa casa, esattamente lì.

    Poi, piano piano, ti accorgi di altro: arrivano quelli più tenui e timidi, quelli che si presentano quasi chiedendoti permesso, e quelli continui, che riconosci solo quando ne percepisci l’assenza.

    Un sommare e un levare come il dipingere e lo scolpire.

    Potrei continuare con le citazioni, ma finirei per copiare tutto il libro…

    Una bella lettura che consiglio!

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