Una felicità leggera leggera- carta

(10 recensioni dei clienti)

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COD: ISBN 9788899964702 Categorie: , Tag: , , ,

Descrizione

Un omaggio all’amore tenace, quello che non molla. Un amore straordinario, magari raro, ma reale, vero.

Una donna piena di sfumature. Un uomo chiuso nel suo mondo grigio e spento. Due cuori che s’incontrano trasformando la solitudine in colore. Ma fino a che punto l’amore può diventare la ragione per tradire? Quanto i legami e le paure possono impedire a Miriam di raggiungere quel pezzo di cielo che tanto desidera?

Un romanzo intenso e delicato, capace di scavare a fondo nell’anima, restituendoci squarci di emozioni inchiostrate di parole.

Informazioni aggiuntive

Autore

Loriana Lucciarini

Pagine

96

Formato

15×21 – rilegato

10 recensioni per Una felicità leggera leggera- carta

  1. Loriana Lucciarini

    Esistono libri che vanno letti con un’alta dose di fiducia, aspettative e metri di giudizio lontani dai soliti parametri.
    La narrativa di Loriana Lucciarini è sempre stata l’eccezione, per me. Forse perché in ogni suo lavoro trovo la stessa delicatezza, lo stesso coraggio, e la stessa maturità.
    In questo caso particolare bisogna seguire dei simboli, apprendere lezioni importanti da due protagonisti che illustrano i sentimenti su fragili tele. Non è semplice delineare questa evoluzione; si è soliti portare addosso un solo archetipo, stringere le conoscenze e infiltrarle con convinzione. Tuttavia questo romanzo è puro e resta tale nonostante conservi al suo interno qualità difficili da trovare, o almeno, difficili da trovare tutte in una volta sola: abbracciare i singoli caratteri, allacciare a sé l’indole, qualsiasi particolarità.
    Yair e Miriam possiedono una forte individualità e la loro espressione si condensa in un rapporto costruito lentamente, secondo una meccanica comune.
    A incrinare la naturalezza delle loro emozioni è un dislivello insopportabile per Miriam, una concezione diversa di appagamento difficile da accettare, all’inizio.
    Dopotutto, vi è sempre un sacrificio da compiere, prezzi da pagare per tenere in vita un sentimento che respira, vive e pulsa come se fosse una vera e propria creatura, così limpida da chiedere di essere rischiarata ogni giorno, così autorevole da pretendere certezze e nutrimento; così sincera, a volte, da raschiare il pavimento senza vergogna quando è a terra e volare quando si trova per aria.
    C’è bisogno di costanza, però la paura è più forte, la voglia di proteggersi prende la forma di un’arma che non si fa scrupoli a stroncare l’attaccamento nel momento in cui una minaccia morbida colpisce a bruciapelo le sicurezze. E resta solo il dolore – una tenera conclusione.
    Miriam e Yair hanno il compito di curare posizioni imprescindibili, rispettare i limiti imposti, trascinandosi dietro angosce, riaprire poi cicatrici in solitudine e tutto nei momenti più sbagliati, durante le confessioni meno opportune. Costruiscono piccole isole e poi le lasciano.
    Ma la felicità – quella duratura – non può essere terrena, né comandata dai pensieri. Merita di essere umana e sciogliersi, disperdersi nei punti più nascosti del petto.
    E si ama. Si ama veramente. Senza più compromessi e desideri irraggiungibili.
    A Miriam e a Yair è servito respirare l’aria di dicembre.
    [Recensione a cura di Clementina Boccellino per il blog Ab Illo Tempore http://clementinaboccellino.blogspot.com/2017/12/recensione-una-felicita-leggera-leggera.html ]

  2. Loriana Lucciarini

    Letto nell’arco di una giornata circa, la nuova pubblicazione di Loriana Lucciarini è un romanzo epistolare che si snoda tra il 6 febbraio ed il 23 dicembre. L’argomento che l’autrice affronta in questo romanzo breve è l’amore nelle sue più svariate sfaccettature. A rincorrere questo sentimento sono due giovani: Miriam e Yair, una donna ed un uomo incompatibili tra loro: tanto l’una è solare, passionale e disposta a vivere questa esperienza con la persona che ama; quanto l’altro ha un carattere più riservato, scostante ed insicuro; sarà proprio a causa della sua insicurezza che – per intraprendere la storia d’amore tra di loro – Yair porrà a Miriam dei paletti.

    La differenza caratteriale tra i due la si riscontra anche nelle pagine dei diari, dei taccuini, delle mail che i due si scambiano: se gli scritti di Miriam sono spesso più lunghi, e pieni di passione, quelli di Yair sono caratterizzati da messaggi spesso lapidari, talvolta di poche righe. Proprio questa diversità di caratteri, li vedrà protagonisti di continui tira e molla, più che altro voluti da Yair, e dalla insicurezza che lo caratterizza.
    [Recensione a cura di Luca Paganucci sul blog L’Angolino della cultura https://langolinodellacultura.wordpress.com/2017/11/22/recensione-103-una-felicita-leggera-leggera-l-lucciarini/ ]

  3. Loriana Lucciarini

    Una felicità leggera leggera è il nuovo romanzo di Loriana Lucciarini, pubblicato il 2 agosto da Le Mezzelane Casa Editrice.

    In questo breve romanzo incontriamo Miriam e Yair, con la loro storia d’amore clandestina e travagliata da mille pensieri, ripensamenti, sensi di colpa, eppure piena di passione, emozione che solo l’amore ti sa dare.

    La storia è snocciolata attraverso la lettura del diario di Miriam, dei pensieri scritti di Yair e qualche scambio di mail.

    In genere non mi piacciono particolarmente questo tipo di romanzi, ma Loriana è stata davvero brava. In ogni riga, in ogni frase c’è della poesia e ho apprezzato davvero tanto il modo in cui è riuscita a scrivere i sentimenti e le emozioni dei protagonisti. Non è difficile, per il lettore, provarli.

    Una parte di me vuole credere che ora ci troviamo sullo stesso lato del ponte e guardiamo il cielo insieme; fino a poco fa non era così. C’erano diversi livelli, diversi punti d’osservazione. Io avanti e tu distante, mai appaiati; come due fiori che sbocciano in stagioni diverse.
    Una piccola (e personale) pecca però, l’ho trovata. Forse, il tempo utilizzato per la narrazione non è proprio il più consono.

    È stato utilizzato il tempo presente, ma faccio fatica ad immaginare la protagonista che, mentre scrive sul diario riesce a fare anche altre cose come parlare con Yair, passeggiare mano nella mano, fare l’amore…

    Però ( sì, c’è un altro però), nonostante questa strana forma temporale, Una felicità leggera leggera mi è piaciuto davvero molto e, nonostante la sua brevità, è uno di quelli che ti entra dentro e, alla fine, ti serve qualche giorno per riflettere, prima di avventurarti in una nuova lettura.

    Tutti i miei complimenti vanno all’autrice che, ancora una volta, ci ha regalato un piccolo gioiellino.

    Quindi, care lettrici appassionate di romance (e non, perché no), vi consiglio caldamente Una felicità leggera leggera. un romanzo scorrevole ed emotivamente molto intenso.

    Buona lettura!

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    [Recensione a cura del blog Il Club delle Lettrici Compulsive https://blog.pianetadonna.it/ilclubdellelettrici/una-felicita-leggera-leggera/ ]

  4. Loriana Lucciarini

    I sentimenti a volte sono densi, vischiosi, pesanti.

    Ricoprono piume rendendo ali inabili al volo.
    La felicità è la fragola spiccata sull’orlo dell’abisso.

    Leggera.

    Dolce.

    Inaspettata.
    Una felicità leggera leggera di Loriana Lucciarini è un romanzo breve e intenso ricco di rimani letterari, di introspezione e di elegante erotismo.
    Procediamo con ordine: Miriam e Yair sono due colleghi di lavoro, la prima è divorziata e madre di figli, il secondo è sposato con una donna disabile, a causa di un brutto incidente, e padre di Sarah.

    Scoprono di amarsi e di dover trovare un equilibrio in una relazione clandestina che non metta in crisi la stabilità familiare, in particolar modo di Yair.
    C’è cuore che palpita, in questo romanzo.
    L’amore impossibile di mille storie d’amore, quello immaginato, e messo in scena nella recente fiction, fra il maestro Perboni e la maestrina dalla penna rossa; la passione proibita che divora eroi ed eroine ottocenteschi.
    C’è cuore che sanguina, in questo romanzo.
    Soprattutto, c’è il voluto riferimento a Che tu sia per me il coltello di David Grossman.

    Tale modello ispiratore è ben chiaro dal carattere epistolare della narrazione; dal nome dei protagonisti; dalla presenza della pioggia, che rimanda all’epilogo del capolavoro dello scrittore israeliano; dalla stessa dichiarazione dell’autrice, a conclusione dell’opera.

    “I tuoi occhi, grandi, scuri e belli, per un istante si sono aggrappati ai miei e insieme ci siamo raddrizzati e rialzati, grazie quasi alla sola forza dello sguardo”.

    Tuttavia, i protagonisti di Una felicità leggera leggera non si limitano all’aspetto platonico del sentimento perchè, nella piaga sul petto, inflitta dall’arma bianca, seminano profumata magnolia.
    C’è cuore che brucia, in questo romanzo.

    I nomi Miriam e Yair, che significano, rispettivamente, “amata e amareggiata” e “egli splende”, riportano, dunque, alla memoria la Bibbia, in particolare il Cantico dei Cantici.

    Il romanzo, infatti, racconta un amore forte più del fuoco, intenso e sensuale, inebriante come il vino e dolce come il miele, profumato e oscuro come la notte.
    [Recensione a cura di Emma Fenu per il blog “Cultura al femminile” http://www.culturalfemminile.com/2017/10/16/felicita-leggera-leggera-loriana-lucciarini/ ]

  5. Loriana Lucciarini

    Il nuovo romanzo di Loriana Lucciarini è la storia dell’inizio di un amore in cui molte donne si riconosceranno.
    L’espediente narrativo utilizzato dall’autrice è l’impostazione diaristica ed epistolare con cui i protagonisti, soltanto due, Miriam e Yair, mostrano al lettore lo svolgersi degli eventi attraverso i loro stessi pensieri.
    È tutto un rincorrersi e un lasciarsi andare, un cedere alla passione e un ritrarsi, tra un’incertezza e un pentimento, fino all’epilogo finale.
    Le premesse non sono semplici: Miriam è sola con tre figli maschi. È vedova? Separata? Non lo sappiamo. Le condizioni al contorno sono appena accennate. Non conosciamo cosa facciano nella vita i nostri due protagonisti, intuiamo solo che lavorano insieme. Il romanzo si concentra solo sui loro reciproci sentimenti senza scendere in dettagli, senza calare la vicenda in un contesto specifico. Proprio per questo la storia acquista universalità, come anche il messaggio che ci lascia.
    Yair ha una moglie disabile e una figlia piccola. Ed è attratto da Miriam, che conosce da otto anni, che a parte tutto è una sua amica, ma per via della sua situazione famigliare non riesce a lasciarsi andare.
    Come si può conquistare “una felicità leggera leggera”, allora?
    La felicità arriva quando la donna ritrova la sua forza, la sua indipendenza emotiva. Quando ha il coraggio di andare dritta per la sua strada lasciando l’uomo da solo a meditare su quanto stia perdendo.
    Non importa che lui ritorni sui suoi passi. Se lo fa, meglio ancora. Se non accade, pazienza.
    Questo è il messaggio universale e sublime che si coglie tra queste pagine che si lasciano bere, leggere leggere, come una gazzosa ad agosto.
    [Recensione a cura di Elena Genero Santoro per il webmagazine de Gli Scrittori della Porta Accanto https://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/2017/08/libri-una-felicita-leggera-leggera-di_24.html ]

  6. Loriana Lucciarini

    L’amore, quello vero, intenso, che rivoluziona l’esistenza. E i pensieri, le domande, le ansie, le illusioni di un uomo e di una donna di fronte all’irrompere del sentimento nelle loro vite: reazioni differenti, che danno origine a comportamenti profondamente diversi, propri dell’animo maschile e femminile che l’autrice esplora e svela con penna leggera e allo stesso tempo intensa, partecipe, coinvolgente.
    Loriana Lucciarini prende per mano il lettore e con delicatezza lo guida attraverso una vicenda nella quale sarà facile immedesimarsi, perché ognuno di noi ha vissuto l’amore con quell’alternarsi di speranze e paure, domande assillanti e risposte mai del tutto convincenti che sono tutte proprie di un sentimento autentico, importante, profondo.
    L’autrice sa rendere con grande autenticità il diverso modo di sentire, concepire dei suoi protagonisti, svelando e raccontando l’universo femminile e maschile. La scelta della forma epistolare inframmezzata da appunti dei Yari e pagine di diario di Miriam, oltre che originale e non consueta, è, da questo punto di vista, estremamente efficace e sicuramente indovinata.
    Una felicità leggera leggera è un romanzo da leggere, intelligente, ben scritto e profondamente autentico.
    [Recensione a cura del blog Parliamo di Libri http://www.parliamodilibri.net/2017/10/una-felicita-leggera-leggera-loriana.html?spref=fb ]

  7. Loriana Lucciarini

    Una felicità leggera leggera è una storia che ti entra sottopelle, lì dove nascono i pensieri che poi si trasformano in emozioni, sfiorando anche i ricordi. Mi sono trovata spesso in sintonia con le considerazioni di Miriam, la protagonista, così come, talvolta, con quelle di Yair.
    La narrazione non utilizza orpelli descrittivi, come fugaci vedute di un ufficio, stanze o altro, bensì basa tutto sulla descrizione delle situazioni, dei sentimenti, delle motivazioni e, perché no, anche delle paranoie figlie di una storia complicata come può esserlo un amore fra persone che hanno un vissuto importante e una vita difficile. Questo stile conduce nelle complesse volute delle emozioni dei protagonisti, con mano leggera, creando un’empatia non ignorabile con il lettore. Le pagine si sfogliano con la curiosità di conoscere l’evoluzione o la fine di un rapporto che ha il sapore della poesia, comunque vada. Sentimenti che toccano l’anima e che si snodano lungo la vicenda, quasi sovrapponendosi, per poi allontanarsi e cambiare prospettiva. Sapere aspettare, sapere amare, sapere comprendere, sapere che la vita è tutta da vivere, senza sapere come andrà a finire. Un amore sussurrato che deve convivere con il quotidiano, un amore che vorrebbe essere leggero leggero, ma si sa che l’amore è indomabile. Il finale, quasi a sorpresa, è un piccolo gioiello che mi ha emozionata, ma che, ovviamente non svelerò. Assolutamente consigliato perché fa riflettere, sognare e lo stile è davvero molto gradevole e originale.
    [Recensione a cura di Nadia Toffanello su Goodreads https://www.goodreads.com/review/show/2099551279 ]

  8. Loriana Lucciarini

  9. vito ditaranto

    Io, vito, vivo ogni giorno, poi di notte muoio per rinascere nuovamente all’alba.
    Quella stanza allungata oltre ogni possibile sguardo era simile a tante altre.
    Moquette, pareti bianche.
    Mobili ciliegio chiari.
    Un lampadario in stile classico, ornato da lamine argentee, lavorate più volte, e cristallo, sovrastava la camera da letto. All’interno di tende rosse chiuse, i due amanti ansimavano e prendevano le loro ultime boccate d’ossigeno, pronti ad essere castigati e saldare il debito che avevano con il mondo divino.
    -L’unica cosa che non rimpiango è averti incontrato e mi chiedo perché…- continuò ad osservare l’avanzare delle tenebre, -…il perché ci siamo incontrati?-
    -Perché Dio ha voluto questo, lui sapeva come sarebbe andata a finire.-

    Le ombre presero vita, tutti gli oggetti sfuocati che circondavano i due amanti presero vita e si mossero a tempo con le ombre. Apparve un ombra, dal colore cupo come la più profonda oscurità, ma dagli occhi bianchi come la luce del sole.
    La vita è solo un’ombra che cammina, un povero attore che si pavoneggia e si dimena durante la sua ora sul palcoscenico, dopodiché non si sente più nulla. Una favola narrata da un idiota, piena di rumore e furia, che non significa nulla.
    Io, vito, sono l’ombra che ha preso vita leggendo le pagine di questo romanzo.

    Vorrei partire dal principio: questo non è il genere di romanzo che leggo abitualmente e chi mi conosce lo sa benissimo.
    Bene! direte, chissà cosa avrai scritto.
    Ho acquistato questo libro per varie ragioni: mi è stato consigliato da più persone, una in particolare mi disse che questo sarebbe stato il mio libro, la protagonista principale ha lo stesso nome di mia figlia (il mio gioiello), ero a Roma alla presentazione dell’autrice e ne ho approfittato per farmelo anche dedicare.
    Io spesso mi sento come un uomo chiuso nel suo mondo grigio e spento, come il protagonista maschile del libro.
    La felicità può essere leggera leggera?
    Ho passato metà della mia vita a chiedermi se fosse meglio essere felici o salvi. Perché l’amore, per come lo concepivo io, era molto drammatico ma felice, di quella felicità che ti annebbia l’anima, che non fa respirare, che annienta i pensieri, che non fa dormire, mangiare. Oppure poteva essere prudente, sereno, costante, a tratti noioso, ma stabile, di quella stabilità di chi sceglie casa e mette in cantiere un bambino.
    Va da sé che io ho sempre scelto il primo e forse è per questo che sono l’eterno uomo giusto in una vita sbagliata; ma torniamo a Loriana Lucciarini, l’autrice che ha rimarcato con le sue parole il fondo della mia anima, restituendomi emozioni luminose in una vita spesso buia.
    Nel romanzo i due attori seppur diversi nel cuore si incontrano trasformando la loro solitudine. Due persone sole che divengono una. Una storia d’amore clandestina e travagliata da mille pensieri, sensi di colpa, piena di passione, piena di amore.
    La storia è nel diario di Miriam, il suo cuore, la sua anima sono riversate nelle sue parole. In ogni sua parola vi è poesia in ogni suo gesto vi è amore.

    “… Dal diario di Miriam- 7 novembre- ore 22,00
    La curiosità ha avuto la meglio. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma alla fine l’ho letta (…) Le luci della sera hanno sfumato i contorni delle parole…”

    Yair, il protagonista maschile, vive intrappolato nel suo mondo, costretto a reprimere la voglia di vivere, oppresso dal senso di colpa verso una moglie disabile e accecato da sua figlia.
    Un amore che ricorda una storia di altri tempi, quella di “Paolo e Francesca”. Nel corso dei secoli poeti, musicisti, letterati, pittori e scultori si sono ispirati alla tragedia di Paolo e Francesca e ancor oggi la loro storia d’amore, avvolta in un alone di mistero, affascina migliaia di persone.

    “…Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
    prese costui de la bella persona
    che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
    Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
    mi prese del costui piacer sì forte,
    che, come vedi, ancor non m’abbandona.
    Amor condusse noi ad una morte.
    Caina attende chi a vita ci spense…”
    (Divina Commedia, Inferno – Canto V, 100-107)

    L’autrice anche se sembra usare un linguaggio apparentemente semplice riesce a penetrare nell’animo e nel cuore del lettore il quale con assoluta eleganza, riesce ad immedesimarsi nei pensieri della scrittrice.

    “…I tuoi occhi, grandi, scuri e belli, per un istante si sono aggrappati ai miei e insieme ci siamo raddrizzati e rialzati, grazie quasi alla sola forza dello sguardo…”.

    Il testo è caratterizzato da una lettura non troppo impegnativa ma accuratamente ragionata in un ottica di riflessione.
    Conserva atmosfere e luoghi vissuti da ogni uomo nella sua vita.
    Non vi è dubbio che la genialità semplice dell’autrice, nel descrivere le sensazioni dell’animo, durerà più a lungo della bellezza delle parole che a volte sembra non siano state scritte.
    Un opera piacevole e non facile da dimenticare, consigliata a tutti.
    È stato un faticoso corpo a corpo quello tra me e Loriana Lucciarini. Un estenuante confronto in cui le emozioni si susseguivano parola dopo parola. In un mare di sfide e di rischi tuffandomi con entusiasmo, disperazione, forza. Ho nuotato tra le correnti impetuose del poema descritto, rischiando di perdermi. Sono sceso nelle profondità dei suoi fondali, come farebbe un pescatore di perle. Per poi riemergere senza fiato. Ora che tutto è finito la vita sembra un mare tranquillo e navigabile, una strana trepidazione avvolge i miei giorni futuri.
    Il mondo è nelle mani di tutti coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni, avvolti, avvinghiati e nascosti nelle parole del cuore.
    Un libro che affascina.

    Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.
    …a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

  10. daniela pandozi

    Una lettura piacevole e scorrevole
    Di questo libro innanzitutto mi ha attratto il titolo, poi il disegno della copertina, che in fondo indicano la stessa cosa.
    Sì, il titolo, per non confondere la leggerezza con la superficialità.
    Anzi, leggendo la storia, il messaggio che mi è sembrato di leggere tra le righe, è che la leggerezza è quella qualità senza la quale è difficile poter vivere pienamente un amore profondo e travolgente e trarne felicità. Ma poi chi lo sa, l’autore crea una storia, fa vivere dei personaggi e poi il lettore spesso trova cose che neppure l’autore immaginava di aver pensato: esattamente come l’amore.
    Cos’è l’amore, come intende ognuno di noi l’amore? Come si rapporta ognuno di noi di fronte a questo fortissimo sentimento che muove il mondo quando ci avvicina, ci prende, ci travolge? Abbiamo il coraggio di guardarlo in faccia o lo fuggiamo? Riusciamo a viverlo serenamente con leggerezza o ci creiamo mille problemi, mille complicazioni? Ecco l’amore che a mio avviso, Loriana ci vuole raccontare: leggero come il soffione disegnato sulla copertina…il vento lo muove e può arrivare all’infinito.

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