D’argine al male – Dove i topi non muoiono – ebook

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COD: ISBN 9788899964559 Categorie: , Tag: , , ,

Descrizione

Dove il Po incontra il mare, Giovanni e Iolanda, fratelli e nemici, devono patteggiare per sopravvivere, perché nella vecchia casa non c’è spazio per entrambi.

Nell’estremo lembo della provincia ferrarese, dove il Po incontra il mare, Giovanni e Iolanda, fratelli e nemici, devono patteggiare per sopravvivere. La loro casa è nascosta nella golena; lì accanto il cimitero. Il Po e l’Adriatico scandiscono ore e stagioni come le campane a morto segnano i giorni dei protagonisti. Lui con un passato di ricoveri psichiatrici, lei priva di uno scopo e intenzionata a trovarne uno. Morendo, la madre ha lasciato dietro di sé le macerie di un morboso attaccamento alla figlia e Giovanni ora può finalmente far scontare alla sorella anni di materne angherie. Ma non sarà questo a innescare il meccanismo che li porterà allo scontro, perché mentre Giovanni trama Iolanda agisce: rimasta senza la madre da accudire, l’anziana donna cerca una bambola a cui prestare attenzioni:Francesca, una bambola viva. Sarà lei a riportare a galla il marcio che cova nel passato di Giovanni e Iolanda. Divisi seppur inscindibili, ma nella vecchia casa non c’è spazio per entrambi.

Informazioni aggiuntive

Autore

Gaia Conventi

Pagine ebook

251

1 recensione per D’argine al male – Dove i topi non muoiono – ebook

  1. Francesca Mereu

    Una casa isolata di provincia. Un fratello e una sorella in competizione fra loro. Una madre che, nonostante sia morta, fa ancora sentire la sua macabra presenza. Una siepe in giardino sotto la quale la famiglia ha sepolto terribili segreti («Quello che dorme sotto la siepe non può più esser svegliato»). E il Po che, nonostante l’orrore che regna dentro quelle mura, continua «a scivolare lungo gli argini».

    Un thriller psicologico che catapulta il lettore in un luogo dove regna la follia. Un luogo che, grazie all’abile penna di Gaia Conventi, prende corpo davanti agli occhi del lettore. Ho molto apprezzato la lingua della Conventi: semplice, precisa, mai un aggettivo di troppo.

    Complimenti anche agli editor: non ho trovato un errore.

    Un libro che coinvolge e che consiglio.

    Ecco un estratto:

    «Si guardò attorno con una certa apprensione, se mamma fosse stata ancora lì avrebbe potuto correre lungo le scale e chinarsi davanti al suo letto. Ma mamma non c’era e, se ci fosse stata, non avrebbe certo permesso che lei tenesse la bambola. Prendersi cura di un altro corpo avrebbe significato levare tempo a mamma, e mamma non voleva, lei sola doveva essere al centro di quel piccolo mondo chiuso. Lo diceva sempre che Iolanda era nata per stare con lei, per accudirla fino alla fine dei suoi giorni. Giovanni no, nel loro meccanismo perfetto lui non era contemplato, perché i maschi vanno e vengono. «Come tuo padre», aggiungeva, difatti papà un giorno non tornò.»

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